Vecchiezza.

Questa storia partecipa alla seconda sfida di scrittura creativa del circolo Raynor’s Hall. Solo il luogo è reale, il resto è pura speculazione intellettuale (?)~

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Vecchiezza

Per chi si trovi a passare lungo le sponde del fiume Douro, il Ponte Maria Antonietta è ancora uno spettacolo, una imponente struttura d’acciaio, sostenuta da una grandissima volta iperbolica, che ci ricorda un po’ la torre Eiffel (dopotutto fu lo stesso Gustave Eiffel a progettare quel ponte e non solo).

Preso a modello per altri ponti vicini, un tempo attraversato da linee ferroviarie, oggi resta lì solo come un mero ricordo di un passato neanche troppo lontano, simbolo fisico ed imponente di un progresso che finisce per dimenticare i suoi prodotti, riducendoli ad un museo sotto le stelle, scheletri vuoti con la mera funzione di ricordo.

Nel 1991, fu attraversato per l’ultima volta dalla linea ferroviaria Nord, spostata poi di qualche ponte più avanti. Nonostante ciò, continuò e continua ad essere uno dei simboli più possenti prodotti dall’ingegneria strutturale nella seconda metà del XIX secolo.

Accadde un giorno, proprio in quel 1991, che un gruppo di ragazzi decise di attraversarlo. Cosa alquanto semplice, si penserà. Se non fosse stato per il fatto che era stato chiuso il passaggio e severamente vietato l’accesso e, ovviamente, ciò aveva acceso la curiosità di quel manipolo di adolescenti.

Con un semplicissima bugia, riuscirono a coprirsi l’un l’altro, per quella sera, e si avviarono verso il lato sud del ponte, per poi raggiungere la Avenida Gustavo Eiffel attraversandolo. Una specie di scampagnata notturna, per loro.

Erano in sette, di cui due ragazze e cinque ragazzi. Il più grande era Artur, 17 anni, appassionato di filosofia ed arte. Seguiva Cristiano, di 16 anni, Alberto, Emilio e Felipe di 15. Le ragazze, Ana e Benedita, avevano una 15 l’altra 16 anni.

L’appuntamento era alle 21.30 all’imbocco del ponte. Furono tutti puntuali, ciascuno con il suo zainetto pieno di cibo e “cose utili” per l’impresa.

«Ehi, Artur! Prima di iniziare, visto che hai sempre una frase stramba di quei tuoi cari filosofi per qualsiasi occasione, sono sicuro che ne hai una anche adesso!», disse sarcasticamente Cristiano.

Artur, fingendo di non aver colto la vena ironica dell’asserzione, rispose pacatamente.

«Certo!», disse, «ne ho una perfetta per quest’occasione! Parlando di ponti, è impossibile per me non citare “Così parlò Zarathustra” di Nietzsche. “L’uomo è una corda legata tra l’animale ed il superuomo, una corda tesa su un abisso. Un pericoloso andare al di là, un pericoloso essere per strada, un pericoloso guardare indietro, un pericoloso rabbrividire e fermarsi. La grandezza dell’uomo sta nell’essere un ponte, non un fine: ciò che si può amare nell’uomo è che è un passaggio e un tramonto. Io amo coloro che non sanno vivere se non come gente che tramonta, perché sono quelli che passano dall’altra parte.” … Ecco, contento?»

Cris non rispose, ma qualcosa in quella citazione lo aveva un po’ turbato. Ma non se ne curò: succedeva spesso con le citazioni di Artur.

Iniziarono così a scavalcare le transenne poste “a guardia” del ponte e, quando furono tutti dall’altra parte, si disposero come avevano concordato in precedenza: prima Artur e Cristian, poi le due ragazze ed in fine gli altri tre ragazzi.

Il ponte non è lunghissimo, circa 350 metri di percorrenza. Se la presero con molta calma, si fermarono spesso ad ammirare il paesaggio che li circondava. Dopo una mezz’oretta erano quasi arrivati al termine del percorso, da un lato soddisfatti e felici, dall’altro un po’ delusi perché pensavano che avrebbero trovato qualcosa sul ponte.

Ma non era certo troppo tardi per le emozioni. Qualcosa in fondo al ponte si muoveva in una tenue luce biancastra, grazie alla quale si riusciva ad intuire la sagoma della… cosa.

Erano tutti un po’ spaventati, avrebbero voluto tornare indietro, ma non c’era certezza che ora non ci fosse qualcosa di strano anche dall’altro lato, dal momento che sentivano dei rumori provenire dalla sponda che avevano appena lasciato.

« ”Un pericoloso andare al di là, un pericoloso essere per strada, un pericoloso guardare indietro, un pericoloso rabbrividire e fermarsi”, dicevi prima, eh Artur?» Disse Ana, abbastanza spaventata.

Artur non perse la calma ed avanzò, gli altri lo seguivano. Raggiunsero la luce che avevano visto prima, ma non c’era nulla.

Si guardarono intorno: com’era possibile? Tutti avevano visto qualcosa muoversi ed ora non c’era nulla. Guardarono ovunque, si sporsero anche a guardare nel fiume. In quel momento una voce: Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l’abisso vorrà guardare dentro di te.”  

«Cos’è stato?!» esclamarono Benedita e Alberto all’unisono.

«Beh, conosce “Al di là del bene e del male” di Nietzsche e credo di…», rispose Artur.

«Informazione molto utile in questo momento, direi.» lo interruppe Cristian. «Beh, almeno abbiamo raggiunto l’altra sponda ora… Potremmo andare via, invece di restare qui come stabilito, no?»

«Ma guarda che è solo-»

«Dai Artur, non far finta di non aver paura!»

«Ma non sto fingendo, se tu mi facessi parlare, sapresti che…»

«Cosa!?»

«Vuoi smetterla di interrompermi?!»

«E dai, parla adesso, muoviti!»

«… Sapresti che è solo mia sorella e che quella è la nostra “parola d’ordine”.»

Tutti rimasero in silenzio a fissarlo.

Artur ruppe il silenzio e disse: «Beh? Cos’avete da guardare? Siete voi che non mi fate parlare! Vieni fuori, Jùlia. E dimmi cosa ci fai qui!»

Jùlia, rimasta nascosa fino a quel momento dietro una sporgenza alle loro spalle, saltò fuori spaventandoli. «Ho sentito quando ne hai parlato con loro ed ero curiosa anch’io… Ma sapevo che non mi avresti mai portata con te, così…»

«Così sei venuta da sola e ci hai aspettati in fondo al ponte. Che testolina che hai! Beh, fa nulla, ora prepariamoci per la notte.»

Passarono una bella nottata, cantarono, mangiarono, risero molto.

E scoprirono che il vecchio Ponte Maria Pia era stato chiuso perché… vecchio.

24 pensieri riguardo “Vecchiezza.

  1. Molto carino ^^, scorrevole e con un bel finale. Direi che un 4 pieno di sta eccome! Belle le citazioni filosofiche, molto apprezzate, come anche lo stile leggere adatto al racconto.
    Complimenti! ^^

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  2. Simpaticissimo!!
    Una bella prova di coraggio da non fare mai se si ha un parente particolarmente “simpaticone” a quanto pare.
    La storia è semplice, ma diretta. Le citazioni ben azzeccate, mi viene da chiedermi se hai prima trovato loro e su quelle hai scritto la storia o viceversa ed anche i riferimenti storici ci stanno a pennello, sembra quasi di leggere un fatto di cronaca realmente accaduto, senza contare che ha me all’inizio ha ricordato un mix tra I Goonies e “Stand by me”.
    Unica pecca: I nomi. Cristiano diventa Cristian <.<
    Voto 4/5.

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  3. Beh, in verità è partito tutto dalle citazioni… Inizialmente volevo fare una cosa molto più impegnativa, ma poi ho capito che per quel primo progetto ci sarebbero voluti più di 8000 caratteri ed ho optato per una cosa più semplice e simpatica 😛
    Mio dio, a quello non ci ho fatto proprio caso… Povero Cristiano ahahah
    Grazie ❤

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  4. *clap clap* Complimenti, bel racconto! L’atmosfera, il luogo descritto, le avventure che si vivono da ragazzi…mi son piaciute moltissimo le citazioni, in tema con i vari risvolti degli avvenimenti 😉 (ma allo stesso tempo mi han dato fastidio, non per il racconto eh, ma perchè devo studiare filosofia argh) Ed ora…il giudizio…un bel 4 meritatissimo! Anzi se è possibile un 4,5 darei quello!!

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  5. Davvero un interessante storiella. Interessante il luogo ovviamente. Subito credevo avesse un’impronta misteriosa o di un giallo, sarebbe stata decisamente più accattivante.
    Ma anche così non è male, è scorrevole e ben pensato, soprattutto per le citazioni ad effetto.
    Complimenti!
    Per me è un 4/5

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  6. Yoiii, ma sai che non mi ha preso? Caxxerola odio trovarmi in queste situazioni perché poi come faccio a dire ‘ohh si bello divertente ecc ecc’ Ma la mia opinione si basa solo sul tema, non sulla composizione, sulle citazioni e sull’ottima stesura, ma non mi prende.
    Metterei 2/5 pardòn!

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  7. Ciao *^* Finalmente sono passata a leggere la tua storia!
    Che dire… adoro Nietzsche (almeno alcune frasi, ancora non l’ho studiato quindi non so se effettivamente la sua filosofia mi piace o meno), quindi il suo uso è stato particolarmente apprezzato dalla sottoscritta *^*
    Bellissima scena, descritta bene e ho amato la parola d’ordine xD dovrei usarla anche io con qualcuno!
    Per me il voto è 4.5 🙂

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